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Approfondimenti

 

L'Agricoltura Biologica

L’Agricoltura Biologica è un metodo di produzione agroalimentare disciplinato a livello nazionale, europeo ed internazionale sia sul piano legislativo che volontario.
E' regolamentata in diversi Paesi del mondo, ed è definita a livello internazionale dalle linee guida dell' IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements). In Europa era regolamentata dal reg.cee 2092/91, sostituito dal 01 gennaio 2009 dal Reg: Ce 899/2008 e, certificato da organismi riconosciuti dal ministero dell’agricoltura. Noi siamo controllati e certificati dal Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici.
L’Agricoltura Biologica è un sistema globale di produzione agricola che privilegia la gestione razionale delle risorse interne all’azienda e l’uso limitato degli imputs esterni a salvaguardia dell’agroecosistema in tutti i suoi aspetti.
Si differenzia da quella denominata “convenzionale”, per la diversità che caratterizza l’agroecosistema.
Lo studio degli ecosistemi ha infatti evidenziato che la stabilità è legata alla complessità, generata dall’elevato numero di specie e dalle loro interazioni nello spazio e nel tempo.
Le norme prevedono il rispetto di pratiche di difesa preventiva che l'azienda deve adottare per le produzioni vegetali e animali (utilizzo di varietà e razze locali, diversificazione colturale, sementi e materiale di propagazione di origine biologica, consociazioni, benessere degli animali, ecc.). Inoltre in tutte le fasi di produzione e preparazione è vietato l'utilizzo di prodotti chimici di sintesi e di prodotti contenenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).
Per la difesa delle colture, si fa ricorso principalmente a mezzi agronomici preventivi e, solo se necessario si ricorre all’uso di mezzi tecnici, comunque naturali. Ad esempio di derivazione vegetale (Piretro, Rotenone, ecc…), oppure organismi viventi (es. insetti utili) e microrganismi (es. Bacillus thuringiensis) per combattere ed ostacolare la diffusione di quegli organismi o microrganismi dannosi per le colture.
La fertilità dei suoli viene gestita con l’apporto di sostanze organiche di origine animale (letame, ecc…) o vegetale (compost).
Sia durante la fase di produzione che di trasformazione dei prodotti è sempre prevista l'adozione di misure precauzionali al fine di evitare fenomeni di contaminazione ambientale indiretta con prodotti di cui è vietato l'utilizzo.
L'agricoltura biologica costituisce un valido modello per la sicurezza alimentare e, al contempo, per la salvaguardia dell'ambiente.




Il vino ed il legno

I primi contenitori per il vino erano in terracotta nelle zone mediterranee ed in legno nelle zone europee più interne per l’abbondanza di materia prima, il legno. Oggi la distinzione  più comune tra questi contenitori, viene fatta in base alle dimensioni: legni grandi, con capacità oltre i 5.000 litri; legni medi con capacità comprese tra 1.000 e 5.000 litri; legni piccoli con capacità  inferiore ai 1.000 litri (tonneaux e barrique).
La barrique non è un’invenzione moderna perché il suo utilizzo, insieme ai tonneaux, si impose con i trasporti che si svilupparono nel basso Medioevo tra il contado, dove avveniva la produzione di vino, e la città, nei punti di vendita e di mescita. I trasporti avvenivano spesso con barconi o con navi a chiglia piatta che navigavano i fiumi, e poi  con i tipici carri trainati da buoi o cavalli.
Il legno utilizzato nel costruire questi contenitori era spesso il castagno, l'acacia, il ciliegio, il frassino e altre essenze minori. La scelta dipendeva dall'esigenza di utilizzare il legno, sia per la sua elasticità e  resistenza agli urti, sia perché era il materiale più facilmente disponibile in loco. Le dimensioni e la forma facilitavano la movimentazione, anche da una sola persona e si adattavano perfettamente alle dimensioni dei carri per il trasporto.
L’uso di questo tipo di botte in vinificazione avvenne in modo quasi empirico; infatti nelle zone viticole della Borgogna, (all’epoca, produceva vini aciduli ed aggressivi, molto difformi tra azienda ed azienda, anche se limitrofe), si accorsero che i vini che rimanevano a lungo invenduti nei punti di mescita, invece che rovinarsi, miglioravano, diventavano più morbidi e complessi e, soprattutto più simili tra loro.
Quando si approfondirono gli studi sull'influenza dei tannini nell'affinamento dei vini, ci si rese conto delle caratteristiche organolettiche apportati dal rovere.
L'enologia moderna ha consentito di rendere scientifiche quelle conoscenze.
Purtroppo l’abuso della barrique in Italia e in altre parti del mondo ha dato origine ad una sorta di appiattimento e di omologazione del gusto e, Noi tra i primi, in controtendenza con i giudizi di molti, abbiamo cercato di lanciare nuovi indirizzi gustativi e nuovi approcci al vino, che oggi sono decantati dai più quotati critici di settore: fragranza, frutto, freschezza, piacevolezza e corrispondenza del vino al territorio.
Per raggiungere questi obbiettivi seguiamo tecniche di vinificazione e modalità di affinamento personali e comunque legate al nostro territorio ed alle nostre tradizioni.
I contenitori in legno, tra cui le barriques se usate correttamente, concorrono alla piacevolezza del vino, specie se le caratteristiche chimico-fisiche delle uve consentono di sfruttare al meglio gli effetti positivi apportati dal legno.
Importante è non deturpare il gusto e l’aroma del frutto, sovrapponendo note estranee che nulla hanno a che vedere con l’originaria caratteristica dell’uva.



Il lessico del vino

Semplice glossario per gli  amanti del vino.

  • Abboccato - leggermente dolce
  • Allappante - troppo ricco di tannini
  • Amabile - dal sapore nettamente dolce
  • Ampio - con profumi complessi
  • Armonico - ha perfetto rapporto tra sapore e aroma
  • Aromatico - ha profumo molto evidente
  • Brillante - dal colore molto luminoso
  • Corposo - ricco e con una buona struttura
  • Corto - dal sapore che svanisce subito
  • Cristallino - bianco limpido e trasparente
  • Decrepito - troppo invecchiato
  • Disarmonico - dal gusto sbilanciato
  • Dolce - ricco di zuccheri, più che amabile
  • Equilibrato - con giusto rapporto tra sapore e aroma
  • Erbaceo - dai profumi vegetali
  • Floreale - con profumo di fiori
  • Fragrante - profuma di pane e di lieviti
  • Fruttato - dai profumi di frutta fresca
  • Leggero - a bassa gradazione alcolica
  • Magro - privo di corpo e struttura
  • Maturo - invecchiato al punto giusto, da bere subito
  • Molle - scarso di acidità, stucchevole
  • Pastoso - molto stucchevole
  • Persistente - dal profumo che dura a lungo
  • Piatto - scarsamente acido
  • Sapido - di acidità notevole ma non eccessiva
  • Speziato - dal profumo che ricorda le spezie
  • Tannico - rosso dal gusto astringente, ancora troppo giovane
  • Torbido - il contrario di brillante



Il pane ed il vino

Ogni pietanza vuole il "suo" vino. Solo così, infatti, aromi e sapori si esaltano traendo reciproco beneficio. L'abbinamento, cioè la scelta del vino adatto ad accompagnare un piatto, deve prendere in considerazione l'intero menù.
Questo dovrebbe essere composto prima da cibi delicati e leggeri, con aromi sottili, poi di media struttura, quindi da pietanze dall'aroma deciso, grasse, strutturate e vellutate, per poi concludersi con un dessert che può essere aromatico o coprente, dolce o molto dolce.
La stessa progressione deve essere usata per i vini.
Prima, allora, si degusteranno vini bianchi giovani, freschi, tenui e aciduli, per proseguire con vini bianchi più strutturati, rosati o rossi giovani, di buona intensità e offrire poi i rossi invecchiati di buon corpo, con sapori intensi, decisi e notevole persistenza.
Per concludere, il dessert verrà accompagnato da vini intensi, aromatici, amabili, abboccati o dolci.

 

Spumanti secchi

Sono ideali per aperitivo e ben si accompagnano con stuzzichini e snack.
     
Bianchi secchi
In alternativa allo spumante, con frutti di mare crudi, antipasti di pesce, pesci magri bolliti, minestre di verdura, primi piatti con sughi leggeri di pesce.

Bianchi invecchiati
Affettati, paste e riso con sughi aromatici di verdura o funghi, uova, pesci in umido, formaggi freschi.

Rosati
Affettati dal sapore delicato, piatti di pasta ripiena o gratinata, carni bianche, formaggi freschi dal gusto delicato.

Rossi giovani
Minestre e zuppe saporite, carni bianche in umido, pesci grassi, baccalà, zuppe di pesce saporite, formaggi di media stagionatura

Rossi invecchiati
Carni rosse o selvaggina cotte in umido, stufati, arrosti, carne alla brace, formaggi stagionati e saporiti.

Spumanti dolci
Torte leggere, macedonia di frutta, crostate, dolci al cucchiaio.

Vini da dessert
Torte e creme al cioccolato, cioccolatini, frutta secca o candita.




Degustiamolo Bene

Degustare un vino significa assaggiarlo in modo da riconoscerne tutte le caratteristiche organolettiche. E' un'operazione che coinvolge la vista, l'olfatto e il gusto e che si compone di tre fasi distinte.

La vista
Il vino versato in un bicchiere trasparente e privo di decorazioni, va osservato per valutare innanzitutto il colore e la limpidezza.

L'olfatto
L'esame olfattivo serve a misurare l'intensità del profumo, la sua durata, la qualità e gli aromi. Questi ultimi possono essere floreali, fruttati, di frutta secca, vegetali, speziati,   balsamici, animali, legnosi, di lievito.

Il gusto
Il gusto del vino, infine, si valuta con la bocca che, oltre ai quattro sapori percepiti dalla lingua (dolce,salato,amaro e acido), fornisce sensazioni tattili.
La somma di queste sensazioni, unita agli aromi che vengono percepiti per via retronasale quando il vino è in bocca, definiscono il "gusto" di un vino.
I diversi parametri presi in considerazione sono la dolcezza, l'acidità, il corpo, l'armonia.
E ancora, l'intensità, la persistenza, l'alcool e l'armonia complessiva.


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